sabato 20 marzo 2010

Oggi, all'Ospedale di Foligno.


Il corridoio è vuoto, l'attesa lunga. Poi, si riempie di rumori. Due anziane signore sedute nelle rispettive sedie a rotelle, si scambiano racconti di disgrazie. Comincia un via vai di persone che si dirigono nei vari reparti. E' più facile notare le donne, non in quanto tali, ma per il rumore dei tacchi dei loro stivali. Tacchi alti, a spillo, quadrati, piegati come quelli degli stivali da cow boy. E quanti tipi di stivali: colori assurdi, pelli assurde, fogge assurde. Una parata variegata, da quelli che sembrano usciti da un sexyshop, a quelli da combattimento. Abbigliamenti improbabili li sormontano ridicolizzando talvolta, le gambe incerte e i piedi che li indossano. Una sola cosa in comune, la difficoltà di camminare normalmente e in silenzio. Scie di deodoranti profumati si sovrappongono all'odore dell'alcool e ogni tanto, il profumo del caffè e della pasticceria, arriva a folate dal bar. Telefonini che squillano in continuazione profanano il luogo dove dolore e sofferenza meriterebbero più rispetto. Confusione. Il corridoio sembra il corso di una cittadina all'ora di punta. Poi, improvvisamente, il silenzio, un silenzio vuoto: passa una barella con un volto coperto. E in attimo, la realtà del luogo torna quella naturale.


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